Poesia

17.06.2008

Pedalo sperso tra la steppa russa…tra le betulle del Don in-crocio una piccola croce di legno imbiancata dal tempo e da una semplice mano di calce e all’improvviso un flash e m’ispiro….e rifletto, scusate la mia arroganza-ignoranza ma..quanta falsità nei libri di storia seppur d’ “erudizione”  o d’auge…
Domanda : vale la pena fare tanta fatica per una poesia?

Solo al comando
 
Come Coppi anch’io pedalo solo al comando
lungo la martoriata sofferta storia….lungo percorsi che furon di guerra
Pedalando in direzione della pura luce…dove il giorno e pure l’ombra, si fan sempre più lunghi,
piano piano penetro e mi perdo nell’immensa steppa… in una natura non rivelata…
I miei raggi solcano ed illuminano così “x caso” i flutti del placido ed allor… conteso fiume,
mentre nel cielo limpido stridono betulle.
Faccia a faccia, ospite e visitatore, mi trovo senza parole, col cuore palpitante..”conquistato”..
… dal semplice legno di una croce…che live, lieve…mi parla…

…….sergent maggiur. sergent maggiur …sergent maggiur… quando ghe arriverem a Baita?….
come tutti anch’io Giovine Alpin desideravo il ritorno al casolare
ma nella totale disfatta ci dissero …ognuno sia solo al comando..
Apro una porta, il nemico mi guarda, ride e mi libera
felice del scampato pericolo non sento più nemmeno il morso del gelo e pronto ri-sogno casa
….poi un richiamo… mi volto ed un tuono.. un lampo che scuote l’inverno
mi trovo ….solo al comandodi una vita a meta..
Resta impresso nel mio incredulo volto… il sogghigno del nemico che avversa
come la macchia rossa contrasta sull’immacolata neve…. questa è la guerra
e lo vorrei testimoniare al mondo ma non ha più senso e nemmeno corpo.. questa mia… vita a metà
speravo che il tutto cambiasse anzi..che il tutto tornasse com’era…ma poi il nulla sul far della mia sera
Toglietemi le scarpe di cartone, il cappotto sgualcito… toglietemi i gradi, le mostrine e gli allori,
ma non negatemi, vi prego, vi supplico…. il ricordo ed il senso dell’aver vissuto…
…Hora…accanto alla tua bianca croce un soffione si muove sospinto dal vento…
…la tua anima è ri-fiorita …sulle ali di una rima.. ed hora si rivela leggiadra dentro di noi
Risalgo in sella alla mia Bianchi.. perfino il mio assurdo viaggio prende una nuova direzione
…prende senso…e la fatica pesa meno… pedalare “uniti” e non più soli al comando.
La fatica diventa poesia ed un raggio che non è di sole, ricama e riflette sul fiordo più lontano e
come un arco in un baleno pieno di colori e faville ci riporta sotto un campanile tutti e 2 a…Baita ..
don…don … Don … e mi dicono, Dormi! mi cantano, Dormi! Sussurrano…..Hora.. si che riposo in pace
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..e dalla poesia la necessità di scrivere un libro il passo… anzi la pedalata” è breve..

 

Prefazione
Un uomo solo al comando ma non si tratta di Coppi, tantomeno dell’autore del libro, ma di un Soldatino Alpino, trovato sepolto sotto una croce di legno bianca, nella steppa russa colma di betulle e di soffioni ..che i russi chiamano le miti vecchiette “bozhi oduvanchiki”, ovvero “soffioni di Dio”. Commoventi e paradossali testimoni della natura, così fieri e perfetti nella loro cristallina sfericità, così delicati, esili, fragili ed inconsistenti nel loro essere in balia del vento…
Un lungo ed affascinante viaggio di 7000km pedalando per 54 giorni, lungo paesi “stranieri” dal clima, lingua,tradizioni, usi e cultura inconsueta, una diversità che non è ostacolo ma opportunità. Unico supporto terapeutico il tetra farmaco di Epicuro vera panacea per ogni male, e il vaso di Pandora..leggere per credere.Transitando lungo le vie della sofferta guerra per rievocare la memoria Rovereto, Dachau, Monaco, Matthausen, Auschwitz, lo Spielberg Austerlitz e Nikolajeska.
In una stagione dal pallido sole, con freddo pioggia neve ed arcobaleni, non manca comunque il tocco di una poesia, che scalda il cuore…pedalando da Neuschwanstein il castello di Cenerentola fino a Rovaniemi , parlando di astronomia con Babbo Natale,Una rocambolesca Opera di Mozart a Vienna, la visita di Mosca all’urna di Cechov e a quella di Dostojekj a S.Pietroburgo,e non ultimo il ritrovamento di un vero Tesoro nel cimitero abbandonato di Vyburg. Ma il bene più prezioso è senza ombra di dubbio l’involucro, che il viaggiatore tiene ben stretto lungo il viaggio di ritorno da KappNord, (dove il sole non sorge e non tramonta mai ..un po’ come il ricordo delle molte persone incontrate), e.. che in definitiva e a sorpresa diventerà poi il vero, anzi..la vera protagonista del libro. Come valore aggiunto l’intervista al Brasa : Reduce della battaglia di Nikolajeska per dimostrare che… oltre.. le gambe.. c’è di più

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Un Uomo solo al comando Nikolaj..

 

 

 

 

 

 

 

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